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lunedì 18 novembre 2013

IGIGI DREW DRESS: EFFETTO METALLIC, COME LA CODA DI ARIEL

Tutti, o almeno chi ti conosce da un ventennio e più, o chi sa chi sei  perché ti ha "fatta amica" su Facebook, o perché segue questo blog e sta leggendo ora (a proposito, Ciao bella-o!), mi immagina estrosa, sempre sopra le righe, in grado di mettersi addosso, in testa, sul collo, alle dita, ai piedi (e direi che non c'è altro) qualsiasi cosa. Di certo non mi immagina con un abito da sera, super charmant, con la scollatura prominente, e il tacco a spillo. Non mi immagina nemmeno con un semi raccolto cotonato, e manco con la pochette tempestata di cristalli. Che fare quando ti trovi tra le mani -o meglio- su una gruccia, un bellissimo abito da sera, o potenzialmente tale? Beh, lo devi sentire tuo, deve plasmarsi al tuo temperamento, all'umore, deve essere in sintonia.
E ciò che ho provato a fare con questo Drew dress, meraviglioso abito della nuova collezione di Igigi by Yulia Raquél. Quando ho visto la parte metallic color verde acqua della gonna ho intonato: "In fondo al mar, in fondo al maaar...". Sì, la canzoncina che cantava l'aragosta Sebastian, amico di Ariel la Sirenetta, che aveva la coda di questo colore, ne sono certa! 
Sono rimasta fedele a tutto ciò che sono, mi spiace di aver disatteso quelle tre-quattro speranze vane di vedermi con il tacco a spillo, che ha lasciato spazio agli ankle boots glitterati con il tacco grosso,  e il tirabaci a boccolo sulla guancia trasformato in un cotonato super '80.













My outfit:
dress: Igigi by Yulia Raquel
ankle boots: Catwalk
collant plus size: Donatellas

Non sono la sola ad aver indossato uno dei bellissimi abiti IGIGI by Yulia Raquel...anche la mia collega bionda Giorgia di Morbida la Vita l'ha fatto...guardate QUI

IGIGI DREW DRESS: EFFETTO METALLIC, COME LA CODA DI ARIEL

Tutti, o almeno chi ti conosce da un ventennio e più, o chi sa chi sei  perché ti ha "fatta amica" su Facebook, o perché segue questo blog e sta leggendo ora (a proposito, Ciao bella-o!), mi immagina estrosa, sempre sopra le righe, in grado di mettersi addosso, in testa, sul collo, alle dita, ai piedi (e direi che non c'è altro) qualsiasi cosa. Di certo non mi immagina con un abito da sera, super charmant, con la scollatura prominente, e il tacco a spillo. Non mi immagina nemmeno con un semi raccolto cotonato, e manco con la pochette tempestata di cristalli. Che fare quando ti trovi tra le mani -o meglio- su una gruccia, un bellissimo abito da sera, o potenzialmente tale? Beh, lo devi sentire tuo, deve plasmarsi al tuo temperamento, all'umore, deve essere in sintonia.
E ciò che ho provato a fare con questo Drew dress, meraviglioso abito della nuova collezione di Igigi by Yulia Raquél. Quando ho visto la parte metallic color verde acqua della gonna ho intonato: "In fondo al mar, in fondo al maaar...". Sì, la canzoncina che cantava l'aragosta Sebastian, amico di Ariel la Sirenetta, che aveva la coda di questo colore, ne sono certa! 
Sono rimasta fedele a tutto ciò che sono, mi spiace di aver disatteso quelle tre-quattro speranze vane di vedermi con il tacco a spillo, che ha lasciato spazio agli ankle boots glitterati con il tacco grosso,  e il tirabaci a boccolo sulla guancia trasformato in un cotonato super '80.


martedì 21 maggio 2013

ATTENZIONE, CONCENTRAZIONE, RITMO E SAVOIRE FAIRE

L'esperienza insegna, anche qualche lacrima versata a dirla tutta:  per sopravvivere nei rapporti con chi non perde occasione di farti sentire una portaerei bisogna avere la faccia tosta, da me si dice "come il posteriore" e oggi mi sento fine perchè l'esatta terminologia vorrebbe una parola che inizia per cu. Sono le classiche situazioni in cui il peso (più o meno over) di una ragazza diventa l'essenza di tutto quanto, lo strumento attraverso il quale l'imbecille di turno si fa forte ( e qui arriva Cocciante con l'acuto...Povero diavolo che pena mi faaaaa). 

Queste sono rotture- barra-umiliazioni-barra-offese-barra-situazioni tipo da affrontare con discreto successo.


Lesson number one: Insieme a te (nel banco) non ci sto più



I compagni di liceo, tendenzialmente maschi, non perdono occasione: le battutone da manuale che neanche Pippo Franco arrivano puntuali come una lama: come cintura hai l'equatore, per la tua foto la carta d'intentità è un A4..ok ok. Ci vuole un sacco di autoironia, me ne rendo conto, ma bisogna esser pronte ad agire. Le soluzioni: ridere alla battuta, fare la strafottente, negare alla morte la versione di latino, gioire ad ogni suo 4 sul registro e trombe da stadio alla bocciatura. Avrò anche la cintura come l'equatore ma tu nel cervello hai gli M&Ms.




Lesson number two: Un bicchiere di vino con un panino ( con la salamella)  la felicità

Questo è un rito iniziatico, l'ho già scritto diverse volte: è l'abilitazione al poter vivere tra le fregnacce che dobbiamo sopportare. Al ristorante, in pizzeria, al fast food, dal paninaro o al chiosco dei panzerotti della festa della taranta: tutti guardano cosa caspita ordini come fossero in cerca della risposta alla domanda sui tuoi chili. Le soluzioni: mangiare due frasche d'insalata e fare la salutista, godersi la mangiata che lo stress da prestazione fa ingrassare, giustificare il panino con la salamella con un salvavita " Tanto domani mangio bresaola e zucchine bollite"

Lesson number tree: Tutti al mare a mostrar le chiappe chiare

Tra meno di un mese inizia ufficialmente la stagione, quella in cui aprono gli stabilimenti, in cui si aprono ombrelloni e lettini, ci si spalma l'olio di cocco e di argan, e si tenta di fare una figura dignitosa in costume. Non mi piace chiamarla prova costume, ma il test effettivo alla fine lo sostieni proprio mentre raggiungi il bagnasciuga: le sciure con l'intero fiorato coppe preformate a punta calano gli occhiali e ti squadrano. Le soluzioni: scegliere una mise da spiaggia consona ( evitiamo tanga, perizomi e cosine succinte pliz), spalle dritte, petto in fuori e capelli al vento, abbronzatura che aiuta e fa tanto "bella in salute". Questa per l'universo mondo: depilatevi, con cura.



Lesson number four: Acido acida acido acida

Il pantalone dei tuoi sogni e la commessa bifidus, acida come lo yogurt magro del discount. Le più timide danno un'occhiata nel negozio e poi escono, altre si lanciano, a volte, senza schiantarsi. Sei nel camerino e sudi: asola a bottone sono simmetrici a 8 cm ciascuno dall'ombelico, dal loro incontro. Lei, la commessa bifidus, sa già di colpire  basso: ”Come vaaaa? Salgonoo?”. Le soluzioni: uscire con il sorriso e riconsegnare il  pantalone:" No, il modello non mi piace per niente, grazie e ciao" (tanto lei penserà che siamo grasse e dove volevi andare scusa amo?), chiedere la taglia più grande ( secondo te c'è scusa amo??), dire la verità: "No, manca una spanna e sembro un prosciutto Rovagnati" ( risata ebete Te lo volevo dire però mi sembrava brutto amo).

Lesson number five: sei la simpa della cumpa

No, simpa no, cioè anche, ma per fare colpo sul belloccio di turno, sul tipo che abbiamo puntato da mesi, non basta. Ti informi se per caso abbia parlato di te in una qualsiasi circostanza: "Si ha detto che sei un sacco simpatica e hai un viso bellissimo". E' già qualcosa, ma "simpatica e bellissimo viso" sono sinonimi di " Mi piacciono quelle alte, magre, con lo skinny, il tacco 12, il gloss fuxia, lo zigomo con l'illuminante. Quelle che sculettano, che dicono- ci sta dentro amo- ogni quarto d'ora, quelle che vanno dall'estetista a farsi la pausa pranzo e che si piastrerebbero anche con il ferro Roventa per chi non si accontenta! La soluzione: cambiare aria che chi apprezza c'è. Garantito.

Lesson number six: ti stai sbagliando che hai visto non è, non è (mia sorella) Francesca

Vi prego basta con il paragone con la sorella, la cugina, la nipote. Unicità si chiama. Può capitare che la sorella, sangue del tuo sangue, sia quelle quattro taglie in meno di te? Mi verrebbe da dire: dove sta il problema? E invece c'è, è quello principale delle zie sedute al tavolo della Comunione che sì, è vero che ti sei laureata a pieni voti, che hai un bel lavoro e che ti stai per sposare ma, non fai la dieta!. Propongo una soluzione sola: dirette come un fusibile pronunciate le seguenti parole (con un finto sorriso perchè altrimenti scombussolate gli equilibri familiari) :" Zia già che anche tu con la menopausa, le caldane, la ritenzione idrica...quanto hai preso?". Stesa e silenzio in aula.




ATTENZIONE, CONCENTRAZIONE, RITMO E SAVOIRE FAIRE

L'esperienza insegna, anche qualche lacrima versata a dirla tutta:  per sopravvivere nei rapporti con chi non perde occasione di farti sentire una portaerei bisogna avere la faccia tosta, da me si dice "come il posteriore" e oggi mi sento fine perchè l'esatta terminologia vorrebbe una parola che inizia per cu. Sono le classiche situazioni in cui il peso (più o meno over) di una ragazza diventa l'essenza di tutto quanto, lo strumento attraverso il quale l'imbecille di turno si fa forte ( e qui arriva Cocciante con l'acuto...Povero diavolo che pena mi faaaaa). 

Queste sono rotture- barra-umiliazioni-barra-offese-barra-situazioni tipo da affrontare con discreto successo.


Lesson number one: Insieme a te (nel banco) non ci sto più



I compagni di liceo, tendenzialmente maschi, non perdono occasione: le battutone da manuale che neanche Pippo Franco arrivano puntuali come una lama: come cintura hai l'equatore, per la tua foto la carta d'intentità è un A4..ok ok. Ci vuole un sacco di autoironia, me ne rendo conto, ma bisogna esser pronte ad agire. Le soluzioni: ridere alla battuta, fare la strafottente, negare alla morte la versione di latino, gioire ad ogni suo 4 sul registro e trombe da stadio alla bocciatura. Avrò anche la cintura come l'equatore ma tu nel cervello hai gli M&Ms.