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lunedì 27 gennaio 2014

IO VENGO IN JEANS (CURVY) E LA PRENDO LEGGERA (CI PROVO)

A volte ti basta un jeans. Che razza di scoperta fashion del’ultimo grido vi sto propinando è? Wow, Guapy, come sei avanti; tu che sei un donnino 2.0, che sei sempre alla ricerca di nuove tendenze e di stranezze con cui abbigliarsi o accessoriarsi, ci vieni a pubblicare un post in jeans?
Il jeans per noi curvy non è sempre un affare facile da concludere, eppure esiste da sempre nei nostri armadi, almeno dalle scuole medie. Spesso il jeans in taglie “morbide”  cade male, fascia troppo, ha la vita eccesivamente alta, è troppo inguinale, ha la cerniera e volevamo  i bottoni, non è abbastanza slim, non ci sta il didietro. Quando lo trovi, però, sei ringalluzzita. Se è in saldo, poi, ancor di più.
Prendente ad esempio Gas: l’ho sempre snobbato perché credevo non fosse il mio posto; partivo prevenuta pensando non ci fossero le taglie, non esistessero i jeans fighi che vedevo nelle vetrine per le mie gambotte e il mio derriere. Considerazione errata. Ci sono.  Li ho indossati con una giacca in felpa asimmetrica, come il mio umore in questo periodo. La giacca della linea Curvy  presa  sullo shop Verdementa , a dire il vero, merita una menzione speciale: la trovo splendidamente  storta; pratica da indossare come capospalla o come felpa.

Poi, dire Io vengo in jeans è come ammettere di essere a proprio agio, di prenderla leggera, la giornata. Il jeans non richiede impegno d’utilizzo: come lo metti, sta; tantomeno dopo, quando basta infilarlo in lavatrice e farlo asciugare per poi indossarlo di nuovo senza nemmeno stirarlo –gli slim fit non hanno mai visto Roventa per chi non si accontenta-.












Pics by Marco Distaso

My outfit:
jeans: Gas (presi QUI )
camicia: 46inpoi
giacca asimmetrica: Verdementa Shop-Curvy
boots: Stonefly
borsa secchiello: Lacoste vintage
bracciale e collana: Stradivarius (ora in saldo!)
orologio: Morellato
occhiali: Patrizio Sabbadini Vintage

IO VENGO IN JEANS (CURVY) E LA PRENDO LEGGERA (CI PROVO)

A volte ti basta un jeans. Che razza di scoperta fashion del’ultimo grido vi sto propinando è? Wow, Guapy, come sei avanti; tu che sei un donnino 2.0, che sei sempre alla ricerca di nuove tendenze e di stranezze con cui abbigliarsi o accessoriarsi, ci vieni a pubblicare un post in jeans?
Il jeans per noi curvy non è sempre un affare facile da concludere, eppure esiste da sempre nei nostri armadi, almeno dalle scuole medie. Spesso il jeans in taglie “morbide”  cade male, fascia troppo, ha la vita eccesivamente alta, è troppo inguinale, ha la cerniera e volevamo  i bottoni, non è abbastanza slim, non ci sta il didietro. Quando lo trovi, però, sei ringalluzzita. Se è in saldo, poi, ancor di più.
Prendente ad esempio Gas: l’ho sempre snobbato perché credevo non fosse il mio posto; partivo prevenuta pensando non ci fossero le taglie, non esistessero i jeans fighi che vedevo nelle vetrine per le mie gambotte e il mio derriere. Considerazione errata. Ci sono.  Li ho indossati con una giacca in felpa asimmetrica, come il mio umore in questo periodo. La giacca della linea Curvy  presa  sullo shop Verdementa , a dire il vero, merita una menzione speciale: la trovo splendidamente  storta; pratica da indossare come capospalla o come felpa.

Poi, dire Io vengo in jeans è come ammettere di essere a proprio agio, di prenderla leggera, la giornata. Il jeans non richiede impegno d’utilizzo: come lo metti, sta; tantomeno dopo, quando basta infilarlo in lavatrice e farlo asciugare per poi indossarlo di nuovo senza nemmeno stirarlo –gli slim fit non hanno mai visto Roventa per chi non si accontenta-.


lunedì 20 maggio 2013

CAMICIA 46INPOI: CAMICIA PER MORBIDE, BASTA SCEGLIERE LA CITTA'

Quando frequentavo l'Università andavo spesso in un bar (in realtà era più un pub dove la sera potevi guardarti le partite di Champions o i video di Mtv sullo schermo grande), e il proprietario era appassionato di musica rock. Il suo amore per chitarre, basso e batteria trasudava non solo dalle t shirt che indossava ( secondo me ha fatto la fortuna di un sacco di bagarini fuori dai concerti), ma anche dalla lista dei panini. Si, non c'era mica il rustico, classico, capri, tirolese, campagnolo ecc ecc, c'erano il Metallica, il Rolling Stones, Area, Led Zeppelin, Black Sabbath, Iron Maiden, Megadeth, robetta così. Io sceglievo sempre il Metallica perchè in quel periodo non mangiavo carne e in quel panino c'era il tonno. A quel personaggio del barista piacevano il rock e fare i panini, due passioni che si sono incontrate.
Ho pensato questo quando Gloria, giovane milanese trasferitasi a Torino, che di professione fa la camiciaia (è un termine che amo, mi ricorda l'infanzia), mi ha raccontato cosa fa e ho visto che ha chiamato le sue camicie 46INPOI con i nomi delle città del Piemonte. C'è la Alba: classica, dritta, con l'abbottonatura in madreperla nascosta, c'è la Vercelli che ha il motivo rigato a contrasto sulla parte alta, i bottoni in madreperla a motivo due/uno anche sui polsini e gli spacchetti laterali, la Cuneo sportiva con il colletto e i polsini lavorati a tondo, l'arricciatura sulla schiena e le taschine, la Ivrea chic con il collo alla coreana, la manica a tre quarti e il movimento a coda dietro, la Novara con la doppia cucitura ornamentale, i bottoni uno+tre che salgono dal polsino sino al gomito, un po' scollata e cool e, ultima ma non per ultima essendo la mia preferita, la Torino (capoluogo e pezzo centrale a mio avviso): lunga in cotone stretch, balza doppio tessuto, bottoni in madreperla motivo due/due, manica a tre quarti.














Photo by Marco Distaso
camicia: 46INPOI
leggins: Piazza Italia
giacca: HM
bikers: Primadonna
borsa e orecchini: vintage


Le camicie 100% made in Italy 46INPOI disegnate da Gloria hanno due tipologie di taglie, Slim e Comfort, e vanno dalla 46 alla 62. Shop on line 46INPOI

CAMICIA 46INPOI: CAMICIA PER MORBIDE, BASTA SCEGLIERE LA CITTA'

Quando frequentavo l'Università andavo spesso in un bar (in realtà era più un pub dove la sera potevi guardarti le partite di Champions o i video di Mtv sullo schermo grande), e il proprietario era appassionato di musica rock. Il suo amore per chitarre, basso e batteria trasudava non solo dalle t shirt che indossava ( secondo me ha fatto la fortuna di un sacco di bagarini fuori dai concerti), ma anche dalla lista dei panini. Si, non c'era mica il rustico, classico, capri, tirolese, campagnolo ecc ecc, c'erano il Metallica, il Rolling Stones, Area, Led Zeppelin, Black Sabbath, Iron Maiden, Megadeth, robetta così. Io sceglievo sempre il Metallica perchè in quel periodo non mangiavo carne e in quel panino c'era il tonno. A quel personaggio del barista piacevano il rock e fare i panini, due passioni che si sono incontrate.
Ho pensato questo quando Gloria, giovane milanese trasferitasi a Torino, che di professione fa la camiciaia (è un termine che amo, mi ricorda l'infanzia), mi ha raccontato cosa fa e ho visto che ha chiamato le sue camicie 46INPOI con i nomi delle città del Piemonte. C'è la Alba: classica, dritta, con l'abbottonatura in madreperla nascosta, c'è la Vercelli che ha il motivo rigato a contrasto sulla parte alta, i bottoni in madreperla a motivo due/uno anche sui polsini e gli spacchetti laterali, la Cuneo sportiva con il colletto e i polsini lavorati a tondo, l'arricciatura sulla schiena e le taschine, la Ivrea chic con il collo alla coreana, la manica a tre quarti e il movimento a coda dietro, la Novara con la doppia cucitura ornamentale, i bottoni uno+tre che salgono dal polsino sino al gomito, un po' scollata e cool e, ultima ma non per ultima essendo la mia preferita, la Torino (capoluogo e pezzo centrale a mio avviso): lunga in cotone stretch, balza doppio tessuto, bottoni in madreperla motivo due/due, manica a tre quarti.